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COMUNICATO DEL SEGRETARIO GENERALE UIL FPL
Roma, 15 settembre 2009
Sanità. Nomine Primari. Torluccio (UIL-Fpl): non più in
base alla tessera di partito
“Finalmente anche la politica, indipendentemente dal colore, è riuscita
a capire l’importanza di accelerare una riforma che la UIL-Fpl
auspica da tempo” così Giovanni Torluccio in merito alle
recenti dichiarazioni di Sacconi e D’Alema.
“La logica della nomina di primari e direttori sanitari sulla base della
tessera di partito deve finire”-prosegue Torluccio, che continua “ è ora
di fissare un netto confine tra politica e sanità proprio per tutelare
il diritto alla salute di tutti i cittadini. Criteri di meritocrazia oggettivi
e trasparenza sulla professionalità devono rappresentare l’unico
metodo di giudizio nella scelta dei primari, altrimenti la nostra sanità continuerà,
in alcune aree del Paese, a soffrire di mediocrità ed inefficienza.
Il paziente ha il diritto di sapere che il primario che lo sta operando ricopre
quella carica perché capace, responsabile, preparato e non raccomandato.”
“Il mio sindacato starà a fianco di tutte le forze politiche che
abbiano la reale intenzione di raggiungere questo obiettivo e offriremo le
nostre capacità e professionalità in materia-prosegue Torluccio,
che alza il tiro manifestando le sue preoccupazioni “ il nodo della sanità non
si limita solo alla meritocrazia nella scelta del personale dirigente. Bisogna
avere il coraggio di dire apertamente che il mantenimento delle piccole strutture
sanitarie in alcune aree del Paese è spesso dettato più da convenienze
politiche che non dalle reali esigenze del territorio. In molti casi, piccoli
ospedali non sono in grado di erogare servizi sanitari sufficientemente efficienti;
i medici che operano in tale strutture non riescono a curare determinate patologie
sia per la mancanza di strumentazione tecnologiche di qualità, sia per
le limitate risorse economiche disponibili.”
Ritornando sull’intreccio politica-sanità, Torluccio conclude
affermando “Ci preoccupa inoltre la scelta di continuare a nominare
come Commissari ad acta i Presidenti delle Regioni commissariate. Non è un
mistero, infatti, che l’attuale classe dirigente aziendale,
sia espressione politica del Governo delle rispettive regioni.”
Ufficio Stampa UIL-Fpl
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