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Dopo i 15 giorni dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale è entrato in vigore il Decreto legislativo 150/2009 -  emanato in attuazione della delega contenuta negli articoli da 2 a 7 della legge 15/2009 – che reca una riforma organica della disciplina del rapporto di lavoro dei dipendenti delle Pubbliche amministrazioni e dell’organizzazione interna delle stesse.
I principali filoni sui quali il decreto interviene – in parte novellando il d.lgs.165/2001 (T.U. sul pubblico impiego), in parte introducendo nuove norme nell’ordinamento - sono la contrattazione integrativa, la valutazione delle strutture e del personale, la valorizzazione del merito, la promozione delle pari opportunità, la dirigenza e la responsabilità disciplinare.
Tutte le norme del decreto sono direttamente applicabili alle amministrazioni centrali dello Stato mentre per Autonomie Locali e Sanità  siamo di fronte ad una situazione più articolata.
Sono applicabili per questi settori le disposizioni redatte nella forma della modifica del testo unico del lavoro pubblico (DLgs n. 165/2001) in quanto il T.U. si applica a regioni sanità ed enti locali come norma di principio. Rientrano in questa parte le norme sulla dirigenza, sulla contrattazione, sulle sanzioni disciplinari, sulla responsabilità e le novità organizzative.
Invece le norme sulla valutazione e per la valorizzazione della meritocrazia si applicano obbligatoriamente solo per le disposizioni di principio e di carattere generale, escludendo le misure che dettano le modalità operative di applicazione. Gli enti decentrati avranno tempo fino al 31.12.2010 per adeguare i propri regolamenti alle nuove regole dettate dal decreto 150, dopodiché esse si applicheranno interamente e fino a che l’ente non avrà approvato le proprie disposizioni regolamentari.
Anche sull’adeguamento dei contratti integrativi alle nuove regole Sanità ed AA. LL. sono destinatari di una normativa specifica che prevede un tempo più ampio rispetto a quello concesso alle amministrazioni centrali. I contratti integrativi che non saranno stati adeguati cesseranno di produrre effetti alla fine del 2012 – due anni dopo rispetto a quanto previsto per le amministrazioni statali – in considerazione del gran numero di amministrazioni coinvolte e della necessità di avere un riferimento nel nuovo ccnl 2010/2012.
Si tratta evidentemente di un provvedimento di ampia portata che avrà ricadute notevoli sul rapporto di lavoro, sull’organizzazione interna delle amministrazioni, sulla gestione delle risorse umane e che richiederà al Sindacato un alto grado di preparazione e impegno per rappresentare al meglio gli interessi dei lavoratori.
Il primo passo da compiere è certamente quello di approfondire la conoscenza delle singole parti del decreto per essere pronti al confronto con gli enti nel percorso di adeguamento ai nuovi principi e regole.
Pubblichiamo qui di seguito, accompagnati da una nota del Segretario Generale

Sono in corso di elaborazione specifici approfondimenti sul testo del decreto – comprendenti il commento normativo, la tempistica e l’ambito di applicazione delle norme – che saranno disponibili in tempi brevi

 

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