Basta violenza: con i sanitari in digiuno per Gaza
La UIL FPL esprime pieno sostegno alla mobilitazione di oltre 40mila medici e operatori sanitari che, con un digiuno collettivo, denunciano il genocidio e la fame imposti alla popolazione di Gaza.
«La salute e il soccorso non possono essere strumenti di guerra – afferma la Segreteria nazionale UIL FPL –. Negare cure e assistenza è una violazione gravissima dei diritti umani e delle convenzioni internazionali. I principi fondanti delle Nazioni Unite e le stesse Convenzioni di Ginevra sanciscono che il personale sanitario deve essere tutelato e messo in condizione di operare, non ostacolato o minacciato».
La UIL FPL è accanto ai colleghi che, con coraggio e sacrificio, continuano a garantire cure in condizioni disumane, senza medicine, elettricità e forniture essenziali. La loro scelta del digiuno è un atto di resistenza civile che richiama le coscienze di tutti, in un momento in cui il silenzio e l’indifferenza rischiano di trasformarsi in complicità.
Come UIL FPL chiediamo alla comunità internazionale interventi immediati per fermare la violenza, aprire corridoi umanitari sicuri e ripristinare il rispetto del diritto alla salute. La solidarietà non può fermarsi alle parole: servono azioni concrete per difendere chi cura e per salvare vite innocenti.